Il bello

La comunicazione è un mestiere, ma non sempre tutti lo sanno.

La figura che spesso manca in un’azienda è un creativo che conosca le necessità dall’interno e possa consigliare in modo pertinente come comunicarle.

Non parliamo di cosa deve dire ma di come.
Le strategie aziendali le fanno Amministratore Delegato e CdA ma spesso queste figure, brave a maturare scelte imprenditoriali, ignorano le basi del “mestiere di comunicare”.

“Non mi piace”, “Mi piace”
queste sono le parole spesso usate dai committenti per decidere se il lavoro progettato e pesato in giorni di studio è giusto per loro.

Succede così che la comunicazione anziché essere efficace, selettiva e al passo con i linguaggi del momento viene retrocessa, semplificata al punto tale che anche una persona che non è del settore possa metterci del suo; si crea uno spazio grezzo, a volte triviale, in cui anche chi non ha competenze può intervenire su un prodotto più affine ai suoi canoni, creando nella maggior parte dei casi una comunicazione che solo il committente è in grado di apprezzare, criptica e inefficace per il pubblico a cui è rivolta.

“I nostri clienti sono vecchio stile”
Sì certo, ci sono sicuramente casi in cui ha senso “limitare” l’innovazione; ciononostante i clienti – di qualunque estrazione siano – vivono ancora tutti nel nostro pianeta e assorbono tutti i giorni volontariamente o involontariamente le tendenze dell’ultimo momento, le mode più recenti.

Solo chi conosce la complessità di comunicare in un mondo come il nostro pone la prima domanda corretta:
“Questa comunicazione soddisferà le nostre esigenze? Come e perché”