“Quanto costa fare un logo?”

Questa è una delle domande che sempre più spesso ci viene fatta, per loghi, immagini coordinate, brochure, campagne.
Una risposta pertinente è “tanto, molto, abbastanza”.
Può sembrare strano ma non lo è, un altro esempio che fuga ogni dubbio è il seguente: “Quanto costa un’automobile?”
Di listino può costare dai sette ad oltre trecentomila euro.
Per un logo non è diverso, quello che lo rende diverso è solo come viene percepito il suo valore.
Se per un auto è semplice, per la comunicazione la cosa si complica perché per riuscire ad andare a fondo nel suo significato e valore serve più cultura di quella necessaria rispetto a oggetti fisici.

Si possono fare loghi gratuitamente

Si è vero, per curiosità ci abbiamo provato anche per sfatare questo mito: dopo soli 30 minuti di trastullamento in uno dei portali web che offrono questi servizi, il risultato è stato un logo con lo stesso identico marchio e font di alte aziende spesso di settori simili. Tralasciando l’aspetto legale (non è possibile registrare un marchio e logotipo uguale ad un altra attività anche solo simile), fare un logo in questo modo significa vanificare completamente la ragione alla base del logo: originalità e riconoscibilità.

Quanto costa un logo: il mercato in Italia

Citiamo ora altri professionisti dove, in un articolo, evidenziano situazioni esagerate in senso opposto: esistono dei loghi e degli studi e realizzazione di loghi aziendali, che sono stati pagati decine di migliaia di euro. Citiamo il logo Italia.it (100.000 euro nel 2007), il logo della città di Salerno è costato 200.000 euro (giustificati in seguito come spese di comunicazione non solo per il logo), il logo di Londra 2012 costato quasi 600.000 euro.

quanto costa un logo

Le fasi di realizzazione

Qui di seguito riportiamo alcune delle principali fasi che pongono i presupposti per la corretta realizzazione di un logo. Ci sono molte variabili dovute al tipo di soggetto e al tipo di settore che complicano ulteriormente la possibilità di una pianificazione lineare nella realizzazione e quindi nella stima dei costi.
Queste fasi che riportiamo sono tuttavia obbligatorie; senza di esse c’è il rischio o certezza di commettere errori grossolani, imprecisioni che danno come risultato un lavoro scadente o insufficiente in uno dei tanti bisogni che il logo deve soddisfare.
Un professionista non si limita a seguire delle procedure, un professionista le padroneggia, sa quanto investire in ogni fase, conosce le criticità dei diversi settore perché ha una capacità analitica e di lettura maggiore del pubblico.
Un professionista non è un automa che svolge un algoritmo: esattamente come un bravo chef non si limita a seguire una ricetta ma è in grado di valutare la qualità degli ingredienti a disposizione e aggiustare le quantità e procedure per sfornare sempre un prodotto di livello.

– Analisi di mercato, è una fase fondamentale per il corretto inizio di ogni lavoro creativo. Significa capire quali sono i linguaggi utilizzati dal settore.

– Definizione degli elementi affini e comuni. Una volta individuati gli elementi che caratterizzano il settore preso in considerazione, si identificano gli elementi affini alla comunicazione che dobbiamo soddisfare; si decide quali fanno al caso nostro, se è utile utilizzarne alcuni e da quali allontanarsi.

– Il brief, la stesura dei mood e delle linee guida che definiscono lo spazio entro il quale muoversi. Sono il faro che funge da strumento di verifica per capire quando ci stiamo allontanando troppo o quando siamo fuori rotta rispetto agli obiettivi definiti a inizio progetto.

– Realizzazione del logo, la fase in cui tutto viene messo insieme e gli esperti fanno la differenza. Il momento in cui come in un’orchestra, tutti gli elementi devono suonare in modo coerente e affine agli altri strumenti. Qui si preparano le proposte che devono essere coerenti alle fasi precedenti e alle analisi fatte. È la parte di “disegna e cancella”, “progetta e ripeti” in cui si cerca di far collimare ogni forma in modo che possa esprimere il significato globale che si vuole ottenere.

– Ricerche di anteriorità. Questa fase sarebbe opportuna farla parallelamente alla realizzazione per evitare di buttare il tempo. È importante verificare che non ci siano altri competitors o loghi con forme simili a quelle realizzate, con richiami troppo forti.

– Registrazione del marchio. Questa è una fase opzionale comunque importante. È costosa ma per un’azienda che vuole ritagliarsi una fetta di mercato in modo sicuro è raccomandata; magari non nell’immediato ma se la sua visibilità e mercato cresce è opportuno tutelarsi con la registrazione. Ci sono settori dove non è un limite procedere successivamente alla registrazione, start-up per cui è fondamentale farlo subito.

Arrivati a questo punto è chiaro perché è difficile rispondere alla domanda iniziale e altrettanto facile capire perché l’amico con photoshop o il conoscente smanettone non sono le persone ideali a cui affidare l’immagine che contraddistingue la propria azienda nel mercato, il simbolo a cui per anni, decenni o più, deleghiamo il compito di rappresentarci. Il logo, se l’azienda è forte, dura moltissimo tempo, più degli hardware, delle macchine e di moltissimi beni che un’azienda possiede: è una delle cose per cui un’azienda seria deve saper investire.