Le cassette delle lettere, per noi che facciamo comunicazione, sono spesso luoghi che nascondono mostri terribili, i nostri peggiori incubi.

Il fastidio non è tanto vedere delle comunicazioni mal realizzate ma essere consapevoli che la stessa cosa, fatta da professionisti, avrebbe un costo simile e un risultato completamente diverso.


Far riparare un lavandino ad un amico può funzionare ma i risultati possono essere sconcertanti o dannosi se questa persona non fa di mestiere l’idraulico. Far fare ad ognuno il proprio lavoro è il miglior investimento che si può fare se l’obiettivo è massimizzare la resa e affidarsi a tipografie per impaginare volantini equivale all’esempio di qui sopra: può andare bene ma la maggior parte delle volte si allaga casa e si buttano i soldi.

Questo volantino lo abbiamo preso dalla cassetta della posta e tollerato per pochi istanti, poi quasi per necessità l’abbiamo reimpostato velocemente in un prodotto che mantiene un minimo di concetto, di retorica ed eleganza e comunica ciò che deve senza disturbare il lettore: articoli sportivi invernali a metà prezzo, se una persona è interessata approfondisce.
Il limite forse è proprio questo: ci sono settori in cui siamo quasi abituati al brutto e vedere grafica grossolana diventa normale, i volantini li fanno le tipografie perché bisogna spendere poco.
In questo modo si crea lo scenario per cui, a volte, un prodotto ben impostato rischia di venir messo in secondo piano da uno che anziché comunicare, prende a pugni in faccia il lettore.

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